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L’altro giorno, parlando con un mio collega, è venuto fuori che un suo cliente proprietario di un ristorante è stato “cuccato” da Tripadvisor e accusato di aver scritto una recensione farlocca per migliorare il posizionamento del proprio locale. Incuriosito dal fatto, mi sono informato bene sugli strumenti che usa Tripadvisor per beccare gli impostori e sono rimasto piacevolmente sorpreso.

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Lo so che sei arrabbiato. E so anche il perché. Per l’ennesima volta, una recensione negativa al tuo ristorante ti ha tirato a terra.

Eppure sai benissimo che quello che ha scritto quello scellerato non corrisponde alla realtà.

È vero: qualche recensione “cattivella” ti ha aiutato a risolvere e a scoprire le magagne nel tuo locale.

Ma nella maggior parte dei casi, son tutte cavolate scritte da clienti arrogantoni che guardano Master Chef e si sentono in diritto di criticare qualsiasi cosa. Ogni tanto, pensi addirittura che ci sia dietro qualche “concorrente” che, invidioso della tua attività, cerchi in un qualche modo di screditarla.

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Profezia che si autoavvera

Ti avviso: questo articolo è un pelo diverso da quelli che sei abituato a leggere qui sul mio blog.

Di solito infatti, racconto di strategie, consigli e casi di successo che ruotano attorno al mondo del web-marketing.

Questa volta invece, voglio parlarti di qualcosa di più psicologico, sottovalutato del 98% degli imprenditori ma che invece è il sale della vita della tua azienda.

Di cosa sto parlando? Ma della profezia che si autoavvera ovviamente!

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