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The Secret Marketing

Pssst, Pssst, vieni più vicino! Voglio parlarti all’orecchio perché questa qui è roba che scotta. Non posso assolutamente permettermi che gli altri sentano cosa ho da dirti.

Mi senti? Ok. Oggi non ti voglio parlare delle solite strategie di vendita che conosce anche tua zia Franca, ma di qualcosa che per troppi anni è rimasto all’oscuro, celato gelosamente dai più grandi maestri del marketing. Si tratta di una tecnica segreta, che adottano pochissime aziende e che ha conseguenze devastanti nei confronti della concorrenza.

Sei pronto a scoprirla? Ma avvicinati di più dai, nessuno deve sentire!!!

Innanzitutto, devo dirti una cosa importante: think different. Pensa differente, diamine. Stai lontano da tutto quello che fanno gli altri, usa la tua testa e le tue intuizioni. Solo così andrai lontano e potrai realizzare l’idea delle idee, quella ti farà fare il salto di qualità. Ma perché ti dico questo? E soprattutto, cosa c’entra con il marketing? C’entra, c’entra, e adesso capirai.

Probabilmente ti hanno insegnato che il miglior modo per promuovere un prodotto o un’azienda è creare spot pubblicitari in tv, in radio, fare uso d’insegne stradali, acquisire pagine su quotidiani e riviste, fare adwords, facebook adv ecc., non è vero? D’altra parte, questa è l’unica strada per ottenere maggiore visibilità. Vero. Ma siamo sicuri che la visibilità sia l’unico aspetto da tenere presente per aver successo? E se invece ti dimostrassi il contrario?

No, non sono impazzito oggi, e te lo dimostro subito. Come ben saprai, il passaparola è ancora lo strumento più forte del mondo per fare marketing e acquisire nuovi clienti. Sei d’accordo con me? Bene! Dopo questa lunga introduzione, penso che sei finalmente pronto per fare tua una delle più micidiali strategie di marketing mai create. Il suo nome è the SECRET MARKETING.

Per spiegarti meglio di cosa si tratta, lascia che ti racconti una storia.

Please don't Tell

Siamo negli Stati Uniti e precisamente a New York, anno 1999. Brian Shebairo e il suo amico Chris Antista sono amici d’infanzia che hanno da sempre un sogno: aprire un negozio di hot dog e avere grande successo.

Crif Dogs

Due anni dopo, precisamente il 6 ottobre 2001, nasce il Crif Dogs, che in pochi anni diventerà un punto di riferimento per tutti gli amanti di hot dog, ricevendo numerosi premi da riviste specializzate. Il locale viaggiava a gonfie vele ma i due amici avevano bisogno di ulteriori stimoli: volevano aprire un bar. Il locale aveva già una licenza che gli permetteva di vendere alcolici, ma per loro non era sufficiente: volevano più spazio. Così, quando la sala da thè che serviva bubble tea di fianco al loro ristorante stava per chiudere, decisero di ritirarla.

Ma ora veniva la parte più dura. Solamente nei quattro isolati intorno al Crif Dogs c’erano più di sessanta locali in cui si poteva bere qualcosa (e qui è davvero faticoso avere più visibilità, non è vero? ).

E quindi, cosa avrebbero potuto fare Brian e Chris per distinguersi dalla massa? Inizialmente pensarono di aprire un bar in stile rock ‘n’ roll, ma l’idea era troppo poco originale per spiccare il volo: avevano bisogno di qualcosa di straordinario, che richiamasse per forza l’attenzione e in cui tutti sarebbero stati attirati come delle calamite.

Mentre ragionavano sul da farsi, Brian incontrò un amico di vecchia data, proprietario di un mercato delle pulci, per chiedergli se avesse a disposizione qualche oggetto particolare per il suo bar. Tra ghepardi impagliati, idre a sette teste, occhi di vetro e sirene delle Fiji, Brian scovò una vecchia cabina telefonica inglese, ed ebbe un flashback.

Gli venne in mente di quando, da bambino, visitava la casa di suo zio falegname, il quale aveva realizzato nel suo seminterrato una stanza che aveva un accesso segreto. Il passaggio era piuttosto rudimentale (era semplicemente una porta che si mimetizzava con il legno circostante), ma per accedere al magazzino nascosto, si doveva conoscere il punto giusto in cui premere. Certo, non si trattava di una stanza contenente pepite d’oro, ma era comunque una figata.

Così Brian ebbe un’idea: trasformare la cabina telefonica inglese in un ingresso segreto: quello del suo bar.

Una sorta di bar clandestino già dal nome: Please Don’t Tell (per piacere, non ditelo in giro). Ogni singolo particolare infatti, dal più piccolo oggetto d’arredo fino ai tavoli e alle sedie, è studiato per far si che tutti gli ospiti abbiano la sensazione di trovarsi in un posto estremamente riservato. E così sembra essere: nessuna insegna sulla strada, nessun volantino, nessuna promozione. E l’unico modo per accedervi è lì, dalla cabina telefonica all’interno del Crif Dogs

Please don't tell marketing

Basta avvicinarsi alla cornetta, premere 1 e sperare che ci sia qualche posto libero. È possibile prenotare solo il giorno stesso, dalle tre di pomeriggio in poi. Alle tre e mezzo i posti sono esauriti.

Ma per sapere che esiste il locale, hai solo due strade.

La prima, deve dirtelo un tuo amico: “Oh Gabriele, lo sai che c’è un bar segreto all’interno di un negozio che vende hot dog e che per accedere devi passare da una vecchia cabina telefonica?" (sempre che sia libero?)

La seconda, essere al Crif Dogs e vedere alcune persone che spariscono dal retro di una cabina telefonica.

In entrambi i casi, wow! Non vedo l’ora di scoprire come è fatto il Please don’t tell!!!

Morale

Ti svelo un "segreto": niente è più virale di un segreto. Prova a pensare all’ultima volta che qualcuno te ne ha rivelato uno, e che ti ha pregato di non dirlo a nessuno. Cosa hai fatto poco dopo? Se sei come la maggior parte delle persone, probabilmente l’hai raccontato a qualcun altro. Sembra strano, ma più una cosa viene considerata segreta e più se ne parla. Brian lo sapeva e così ha creato il Please don’t tell.

Ma ora parliamo di te. Cosa ne dici di studiare una zona del tuo locale in cui potresti ricreare una stanza segreta (riservato solo ai migliori clienti ecc.?) Non potrebbe essere un'idea davvero interessante e (virale) per i tuoi clienti?.

P.s. Oggi il Please don’t tell si è aggiornato. All’uscita dal bar, il cameriere ti lascia il biglietto da visita (ma come, non doveva saperlo nessuno?) mentre online troverai il sito Internet, la pagina aziendale Facebook, di Tripadvisor e diverse foto. Ma come mai questo cambio di strategia? Non è stato il segreto il vero successo del locale?

Please don't tell

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