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Blendtec

Ammettilo. Su, dai, sìì sincero con me. Giura di dire la verità. Solo la verità. Nient’altro che la verità.

Giura che non hai mai sognato, almeno una volta nella vita, di avere una straordinaria idea di marketing che ti permetta di lanciare definitivamente la tua impresa.

No?? Bugiardo che non sei altro. Mettiti in cuore in pace e sputa il rospo, perché il tuo sogno è condiviso con migliaia di altri imprenditori, eccitati come te al pensiero di triplicare (e sono basso) il fatturato grazie a un’idea fantastica. Una di quelle che ti cambia la vita.

Ma lo sai perché utilizzo il termine sogno? Perché pochissime aziende riescono a realizzarlo. E sai il perché? Perché non ci credono abbastanza. Prova a pensarci anche tu: credi davvero che il tuo prodotto possa avere uno straordinario successo oppure no? Probabilmente no. E sai il perché? Perché pensi che non abbia appeal. D’altra parte non è utile e stiloso come un iphone, diamine.

Lascia che lo dica: non dar retta a queste baggianate e ascoltami. Non importa che tu venda tosaerba, prodotti per l’igiene dentale, parti di ricambio per automobili o qualsivoglia altro prodotto. L’idea che ti può cambiare la vita, infatti può arrivare anche se produci frullatori.

Si si, hai letto bene: F R U L L A T O R I. Non ci credi? Allora leggi la storia che ti sto per raccontare qui sotto e ti dovrai ricredere.

La Favola della Blendtec

Oggi voglio parlarti di una delle più straordinarie storie di marketing che tu abbia mai sentito.

Siamo negli Stati Uniti e precisamente nello stato federato dello Utah. Il protagonista della storia è Tom Dickson: nato a San Francisco, laureato in ingegneria e di confessione religiosa mormona, è all’apparenza un uomo come tanti. Ciò che lo distingue dalla massa è una curiosa passione che coltiva sin da bambino: fare il pane.

Sebbene il destino lo porti a fare altre cose nella vita, nel pieno della carriera lavorativa ascolta il suo cuore e molla tutto per dedicarsi alla realizzazione di macine da farina per uso casalingo. Economiche e facili da usare, vengono apprezzate immediatamente dal pubblico, tanto da convincere Tom ad avviare la produzione su scala più ampia. Dopo poco tempo, decide di estendere l’offerta anche a mixer e frullatori con la conseguente nascita, nel 1975, della Blendtec.

Sebbene i frullatori fossero probabilmente i migliori presenti sul mercato, le vendite non andavano come Tom si aspettava. I motivi potevano essere molteplici, ma l’ipotesi più gettonata era che il brand Blendtec non fosse così conosciuto al grande pubblico. E così pensava anche Dickson, che prese una decisione che poi si rivelò decisiva per la fortuna dell’azienda: assunse l’esperto di marketing George Wright.

George, dopo pochi giorni dalla sua presenza in azienda, notò dei piccoli cumuli di segatura accanto ad alcuni frullatori che si stavano producendo e chiese lumi a Tom, il quale rispose:

Quotidianamente testo la forza e la resistenza dei miei gioiellini e oggi ho provato con alcuni pezzi di legno spessi 5 cm

George ebbe un’illuminazione: con solo 50$ in tasca, uscì di corsa dallo stabilimento per acquistare alcune biglie di vetro, palline da golf e un rastrello.

Al suo ritorno, fece indossare a Tom un grembiule da scienziato e lo mise con il frullatore davanti alla telecamera, chiedendogli di fare con le biglie di vetro la stessa cosa che fece con i pezzi di legno da 5 cm.

*Attenzione: non ti sto parlando delle consuete biglie di plastica che si vendono normalmente ai bazar, ma di biglie di vetro spesse un centimetro. Molto probabilmente, se ci passassi sopra con la tua macchina, non è scontato che riusciresti a triturarle.*

Tom eseguì: mise le cinquanta biglie in un frullatore e lo avviò per 24 secondi, poi lo spense. Lentamente tolse il coperchio e......il risultato lo puoi vedere nel video sottostante.

Nonostante l’incredibile prestazione, il frullatore non solo era intatto, ma era pronto ad “annientare” anche le palline da golf e il rastrello.

George postò il video su Youtube sperando di rendere virale l’esperimento. E così fu. In una settimana, il video raggiunse sei milioni di visualizzazioni. Migliaia di persone non solo apprezzarono il video, ma rimasero estremamente sorprese dalla forza di quel frullatore, etichettandolo come “il non plus ultra del mixer”.

Da quel giorno (il primo video è stato caricato il 30 ottobre 2006) Tom ha caricato circa 150 video, “blendendo” moltissimi oggetti, tra cui spiccano:

  • Carte di credito
  • Cene di natale o del Ringraziamento
  • Ostriche
  • Macchinine giocattolo
  • Bambole
  • Spazzolino, Dentifricio e Colluttorio
  • Calamite
  • Palle da baseball
  • Transformers
  • Vuvuzela
  • Iphone
  • Ipad
  • Samsung Galaxy
  • Accendini Bic
  • Controller WII
  • Bastoncini luminosi

Se si somma la portata di tutti i video, la pagina supera 257 milioni di visualizzazioni. Ora penserai: wow! fantastico! grande visibilità del brand. Ma i risultati delle vendite cosa dicono?

Lo vuoi proprio sapere? Vuoi proprio essere il Tafazzi di turno e farti martellare abbestia? Ok. L'hai voluto tu

Dal 2006 al 2008 questa campagna di marketing portò ad un incremento delle vendite del 700%. Hai sentito bene. 700%. Incredibile, non è vero?

Morale

La storia della Blendtec ci insegna che anche un semplice frullatore può diventare di colpo uno straordinario oggetto di passaparola. E per giunta con un budget ridicolo. Ma è davvero tutto così semplice? La risposta è NO.

L’idea fulminante di George è stata senz’altro il motore trainante della campagna, ma il fantastico successo è dipeso da diversi fattori, che hanno fatto la differenza sulla viralizzazione. Alcuni di questi principi si rifanno alle migliori campagne di marketing mai create. Sei curioso di scoprirli?

Allora compila il form e iscriviti alla mia newsletter: riceverai un messaggio sulla tua e-mail in cui ti spiegherò nel dettaglio tutte le strategie perpetrate da George e Tom.

L’iscrizione è un piccolo favore che ti chiedo in cambio di alcune nozioni che potrebbero essere decisive per la tua azienda.

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